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Perché si giudica? E in che modo? Certo parlane in un articolo non è semplice ma cerchiamo di trovare almeno il senso.

Tutti parlano di giudizio ma nessuno approfondisce poi il perché. Ci offendiamo l’un l’altro, pensiamo che gli altri giudicano alle nostre spalle, ma non ci mettiamo mai in discussione se fossimo proprio noi a giudicare per primi gli altri. Spesso ci capita di giudicare senza nemmeno accorgerci di averlo fatto. Altre volte ci accorgiamo e soltanto dopo ce ne rendiamo conto, altre addirittura ci pentiamo l’istante successivo. Ma perché giudichiamo? Qual è il motivo che mi conduce a dover in qualche modo giudicare? Come funziona il giudizio?

Possiamo notare il funzionamento del giudizio soltanto se lo osserviamo più da vicino.

Ricordo questo particolare di un mio carissimo amico. Comprai un zainetto a spalla, tutti i giorni lo indossavo e camminavo per la città normalmente, era comodo e lo usavo sempre. Non era tanto di moda, somigliai ad un alunno di liceo. L’ amico ogni volta che ci incontravamo, quasi tutti i giorni, mi parlava di sto zainetto alle mie spalle.

Dove vai con questo zaino? Sembri uno scolaro? E rideva sempre più convinto.

Divenne un chiodo fisso, mi accorsi che quel zaino era nel suo raggio di visione, qualcosa dentro di sé vibrava. Non badava nemmeno al mio stato d’animo se in quel momento fossi stato nervoso o pensieroso, che colore fossero le mie scarpe, non li avrebbe nemmeno mai potuto notare, perché era troppo attento e concentrato a dover giudicare il modesto zainetto. Per un anno e più questa storia procedeva sempre allo stesso modo. Anche tutti i nostri amici in comune ridevano quando lui fece taluni affermazioni e sarcasmi, e come le pecore quando il pastore li chiama al gregge essi ridevano alle note cantate. Dopo questo periodo di ironie e vari interventi con giudizi vari, dovevamo partire insieme per andare in Francia. il giorno successivo alle quattro del mattino, quando ancora era notte, vidi nell’ombra qualcosa di strano attaccato alle sue spalle. Aveva comprato lo stesso zaino con un colore molto particolare. Color cammello lucido. Da lì partirono le mie di risate, che non ricordo per quanti giorni mi durò. Tutti gli amici che ridevano al suo sarcasmo gli feci notare sin da subito quanto era successo.

Il giudizio ha una funzione ben precisa, quando giudichiamo è perché quella determinata cosa in un qualche modo ci appartiene. Quando gli dedichiamo tutta la nostra attenzione, gli diamo importanza, è perché sta facendo vibrare in noi qualcosa che dentro già esiste. Ciò che vedo con i miei stessi occhi all’esterno, posso avere cento oggetti ma osservarne soltanto uno, è perché quella cosa fottutamente mi attira.

Gli amici rimasero impietriti nel vedere quanto era accaduto, perplessi per il semplice fatto di vederlo poche ore prima ironizzare in modo impetuoso e continuo.

Quando esprimiamo un giudizio su una persona o semplicemente su un preciso avvenimento, devo riuscire a comprendere in modo immediato che in ciò che ho notato c’è qualcosa che mi rispecchia. È una consapevolezza che richiede un lavoro interiore fondamentale da dover affrontare. Poter osservare i propri pensieri prima ancora che si manifestano in parole o azioni, è l’obiettivo principale dell’iniziazione. Per arrivare a tutto ciò, come detto, devo iniziare ad osservarmi in un modo completamente diverso da quanto ne sappia fin ora in merito. Poter osservarmi richiede una maggiore attenzione su ciò che sta accadendo in quel preciso istante intorno a me. In uno stato normale non è possibile che io possa osservarmi e stare attento a ciò che sta accadendo sia fuori che dentro di me, perché sono assuefatto dai miei stessi pensieri inconsci, per farvi capire è come se stessi in uno stato di ipnosi. Nella pratica non posso reagire al giudizio, non ho consapevolezza di quanto sta accadendo, sono ipnotizzato. Tutto quello che mi resta da fare è rallentare la mia vita, trovare la sintonia giusta fra me è la realtà che mi circonda, ed iniziare un processo di auto-osservazione che possa condurmi a poter visionare la mia psiche guardandola da fuori come se non facesse più parte di me. Una pratica che dovrà avere inizio e non dovrà mai più avere sosta, così potremo comprendere il giudizio, potremo percepirlo ancor prima che nasca fino a curarlo al punto di comprendere quanto distruttivo sia nella vita di tutti gli uomini. Imparando ad osservarci, in modo serio, ci farà vivere il PRESENTE in maniera molto più intenso, potendo gestire anche le nostre emozioni consce ed inconsce, senza più dover fare i conti con delle sensazioni derivanti da zone oscure della nostra psiche. Osservarsi in modo continuo crea la circostanza per poter dominare i nostri pensieri. Comprenderemo anche, successivamente, che la nostra personalità, ossia il nostro EGO, si alimenta non solo di giudizi, ma vi accorgerete passo per passo, attraverso l’auto-osservazione, che ci sono altri mille fattori che accadono dentro la nostra psiche e che mai prima ce ne saremo accorti. Siamo continuamente immersi in pensieri immaginari, immagini che si formano con dei desideri che a sua volta arrivano nell’inconscio attraverso fattori esterni anch’essi non gestiti nel migliore dei modi. Un caos che ci rende annichiliti, e poco responsabili. Quindi bisogna iniziare ad osservarsi, riflettere con delle analisi accurate nel comprendere cosa realmente accade dentro di noi, e così intraprendere un vero cambiamento nella nostra, permettetemelo, misera VITA.

Un abbraccio…Antonio Giardino

 

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