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Aprirsi al confronto è un bene

Continuate a porre domande, fatelo perché è utile. Non siete di fastidio, non pensate che urterete con le domande. Quando sorgono le domande in voi, anche se non condividete ciò che dico, state compiendo un processo di riflessione.

Come potreste non esser d’accordo senza un istantaneo confronto con ciò che si è entrati in disaccordo?

Quando rinnegate qualcosa, anche una parola, osservatela ancor di più, in esse ci sarà ancora qualche altra cosa che dovrete scoprire. Quando rammentate una riflessione state creando delle situazioni che possono rendere tangibili delle lacune, vi state di fatto confrontando e da ciò potrebbe accadere un miracolo. Se foste certi delle vostre idee nessuno potrebbe metterle in discussione, ma quando vi sono convinzioni e credenze in voi stessi poco stabili, allora sono esse vulnerabili e instabili, facili da attaccare. Così nasce il beato confronto, si è poco sicuri di ciò che ne sappiamo dell’argomento e cerchiamo all’esterno dei confronti per confermarli o meglio ancora annientarli. Le probabilità di annientare le proprie credenze limitate sono quasi pari a zero, perché poter sradicare tali pensieri ormai stagnati nella mente – è il passo più difficile da compiere. Questo se accadesse potrebbe essere paragonato al vostro modo di pensare e di dire: è accaduto un miracolo.

Tuttavia se siete in disaccordo con me significa che sono in opera le vostre insicurezze. I pensieri, le credenze, le convinzioni, si sono alterate perché qualcuno dall’esterno li sta smuovendo, le fa vibrare in modo strano e inquieto.

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Se riusciste a trovare un po’ di attenzione accurata, e lasciando il confronto aperto a nuove conoscenze di quell’argomento, qualcosa in voi accadrà. Tutto ciò che prima si poneva al confronto diventa immediatamente discutibile, e con un analisi più accurata attraverso un ascolto puro e fluido, ne verreste a capo. Quando ci interessiamo alla conoscenza di un argomento che ci appartiene, anche inizialmente giudicandolo, può liberare delle vie alla consapevolezza, e quando interverrà la consapevolezza non vi è più spazio per l’insicurezza e per il giudizio. Ascolterete ciò che vi dico senza opporvi, non condividerete le mie parole ma starete attenti perlomeno nell’ascolto, il resto verrà da sé. Non ho nessun interesse che voi mi crediate, con ciò non ho intenzione di far smettere nessuno a voler pormi domandi e obiettare ciò che dico quotidianamente nei video e in questi articoli, ne parlo molto più approfonditamente nei libri per chi vuol continuare a opporsi. Anzi è il principio del lavoro degli stessi.

“Il vino prima è mosto, attraverso un processo di maturazione potrà poi essere pronto all’imbottigliamento ed essere gustato”.

L’uomo prima ancora di essere consapevole deve attraversare un processo fatto di insicurezze, opposizioni, contrarietà, instabilità, disaccordi, e soltanto dopo potrà accertare con un lavoro interiore su se stesso la verità di ciò che è.

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