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E’ palese, tutti siamo a rischio di infettarci di questo nuovo virus che ancora non c’è nessuna cura e nessun vaccino, ma che per fortuna non è così letale per come viene percepito da noi esseri comuni mortali. Ogni categoria di persona, di qualsiasi livello egli sia, dice la sua; ciò crea ancor di più confusione di quanto già ce né guardando semplicemente due telegiornali diversi.
Fermo restando che il rischio c’è, e che noi possiamo soltanto mettere in atto qualche misera precauzione, quindi cerchiamo di approfittarne andando oltre quanto sta succedendo. Ad esempio ponendoci alcune domande:
Qual’è la paura principale quando ci immaginiamo infetti dal virus?
La morte..? la fine di un era..? il fatto di dover stare isolato, nel caso in cui infetto, per un periodo in quarantena o una distruzione di massa tipo film horror?
Perché noi tutti siamo in preda al panico?
Penso che questo periodo sia in grado di rallentare le nostre macchine biologiche. Ossia Mente e Corpo, una forzatura scatenata dalla paura e dal panico di ciò che potrebbe accadere. Soffermandoci un solo attimo per comprendere quanto è veloce quel momento in cui dobbiamo, prima o poi, lasciare questa dimensione. Possiamo così facendo ottenere un cambiamento radicale nei nostri modi di fare per il futuro, quando il virus non ci sarà più e tutto ritornerà normale. Poiché non è semplice fermare la nostra macchina biologica per poter effettuare una vera e accurata analisi di cosa pensiamo oggi riguardo alla Vita, è molto probabile con quanto sta accadendo, che riusciremo così ad ottenere un confronto con noi stessi per riflettere su ciò che realmente siamo in questa dimensione.

Riflettiamo sulle nostre Paure, dove sono radicate, come si formano, e dove vanno ad influire nella nostra realtà.

Antonio Giardino

 

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