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Perché si continua a Dipendere

Perché si dipende? qual è il piacere del fumare ad esempio? Sono consapevole che uccide, che conduce alla malattia, però non riesco a farne almeno e a mettere fine a tale atrocità verso il mio corpo martoriato psicologicamente e fisicamente?

Quanta energia hai a disposizione per poter affrontare argomenti simili? Spesso ciò che accade innanzi ai propri problemi, ossia quando ti trovi faccia a faccia con essi che sono abbastanza evidenti, cerchi di fuggire. Se leggi con la pura consapevolezza che devi interconnettere la parte teorica alla quale stai leggendo – con la parte pratica ossia che dovrai conseguire, allora continua a leggere, altrimenti fermati e non sprecare nemmeno un grammo più delle tue limitate energie. Scrivere è diventato semplice per la gente, ognuno dice la sua ed è giusto che sia così, ma quando si finisce per teorizzare troppo si rischia poi di non sperimentare niente nella pratica della conoscenza acquisita per affrontare i propri problemi.   

La scienza ha cercato in tutti questi anni di evitare alla gente di doversi fermare a riflettere nel perché continua a fumare nonostante anche sul pacchetto è ormai esplicito le cause di morte. Lo Stato ha così evitato di ricevere cause che manifestavano casi di morte dopodiché il tribunale decideva spesso di dover risarcire i danni. Tuttavia la scienza ha cercato una cura, un farmaco, perché essa risolve, giustamente, i problemi attraverso le scoperte di nuovi farmaci all’altezza, ma in questo caso ha ottenuto poche soddisfazioni nel campo. Gli uomini vogliono fumare, vogliono litigare, vogliono seguire le tradizioni, vogliono usare i farmaci anche senza malattie, vogliono dipendere dal compagno e dalla propria famiglia. C’è poco da fare! Le persone trovano molto più semplice accettare una teoria suggerita, una pratica da dover praticare, ed essi lo faranno alla perfezione e molto volentieri. Ma pensare da sé – non ne devi parlar proprio, sono diventati pigri e continuano a supportare questo stato di pigrizia. Così cambiano spesso farmaco per la cura della sigaretta, sostituiamo la pratica di meditazione, i libri dei consigli per smettere di fumare, cambiano partner cercando di trovare di meglio, ma niente di tutto ciò è stato mai sino ad oggi un reale successo. Ci sono casi da isolare nel lavoro, sono quei singoli individui che manifestano di esserci riusciti a smettere di fumare motivandosi con pensieri inconsci che l’hanno travolto nella meravigliosa scelta di mettere fine, tali casi possono essere anche tanti vanno verificati ognuno da sé. Noi non possiamo aspettare il momento giusto per smettere di dipendere. Immaginiamo di trovare cento euro sul marciapiede e che tutti i giorni per vivere ci affidassimo alla bontà dei marciapiedi. Purtroppo non è possibile, non consideriamo casi singolari, ma cerchiamo di trovare una soluzione adesso, nell’immediato per poter lavorare sulle proprie dipendenze.

Quando dipendiamo si innesca un meccanismo inconscio nell’individuo, devi cercare di usare tutte le tue energie adesso per comprendere come scorgerlo, altrimenti continuerai ad essere ciò che sei stato sino adesso. Nel caso del fumo, attribuisco al gesto motorio della sigaretta, ovvero ciò che accade nell’inconscio nel processo della durata della sigaretta, è un senso di piacere mentale che mi aiuta a colmare quei vuoti interiori che frammentariamente si presentano. Un mix di sensazioni, speziato con pigrizia, abitudine, piacere e desiderio, che altera il bisogno di doverlo fare. Significa che chi non fuma non ha tali vuoti?

Tutti hanno i vuoti, semplicemente non adoperano lo stesso comportamento per colmarli. In realtà non è del fumare in sé che vogliamo discutere, ma come dal titolo dell’articolo è della dipendenza che coinvolge ogni persona. Gli obesi ad esempio lo faranno con il cibo. Se l’individuo che fuma non fosse addormentato non potrebbe mai fumare, perché in uno stato di veglia non può esservi nessun vuoto da dover colmare. Se sono addormentato io dimentico che il fumo uccide o non comprendo fino in fondo quanto uccide, tuttavia non sono consapevole del perché necessito di dover fumare. Quando viceversa sono desto, comprendo l’importanza del mio corpo, della mia mente e quanto uccide la sigarette. Da sveglio, ossia da uomo responsabile, non mi perdo nei pensieri che creano quei vuoti di cui vi parlo e che l’attimo dopo colmo con la dipendenza di una qualsiasi cosa che posso utilizzare anche materialmente. Quando dipendo dalla tradizione, dal partner, dalla mia casa o dalla macchina, dimentico cos’è l’amore, spesso non ne conosco proprio il significato a causa dell’addestramento della tradizione. Nel caso di Goutama il Budda lo spiegò chiaramente con il Non-Attaccamento, egli capii quanto gli uomini erano legati alla dimensione materialistica, alla terrenità, appassionati a tal punto di soffrire per la separazione. Gesù parlò di ambizioni, ma tutti questi personaggi già migliaia di anni fa capirono il problema degli uomini che hanno mantenuto lo stato di primitività anche nelle società moderne.

Se si fosse attaccati, appassionati all’universo in modo incondizionato, senza sofferenza nel dover morire un giorno, la vita sarebbe completamente diversa. Il processo della dipendenza resta uguale per ogni circostanza che ha il potere sull’individuo di poter cambiare lo stato d’animo creando così i vuoti interiori. Tutto ciò che devi fare per smettere di fumare, di mangiare tanto e male, smettere di vivere per i principi della tradizione, smettere di dipendere dal giudizio o dal partner, devi soltanto risvegliare la tua macchina biologica attraverso l’osservazione dei tuoi pensieri meccanici, poco controllati, e mai esplorati fino in fondo. Il lavoro comprende una sperimentazione di quanto tu vivi il presente, e analizzare quanto la tua mente genera immaginazione.

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