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Un viaggio piuttosto spirituale

Oggigiorno vivere in città è diventato frenetico, caotico, confusionario, un vero contagio di schizofrenia per gli uomini. Osservando la vita, frutto di tale realtà cittadina, possiamo ritrarre lo stato interiore dell’uomo comune, che sia egli di New York o della Giambaguamba. Vi assicuro che non c’è niente di buono in questi uomini afflitti dalla quotidianità, in nessun caso voi possiate analizzare, ovviamente sempre se aveste energie a disposizione per condurre ad una sana analisi. Chi vive nella città deve rispettare alcune regole ben precise che attanagliano, non che nei paesini non si debbano rispettare, ma – chi sta’ nella città – deve adeguarsi sempre di più a dover rispettare i “tempi” fra lavoro, famiglia, impegni, hobby e via discorrendo. Il tempo diventa sempre meno, il caos è sempre più ondeggiante, la frenesia gareggia, e così il risultato che è la schizofrenia è in netto aumento. Chi vive nel paese stranamente non deve mantenere queste ritmi, non per forza deve vivere in questa corsa che scorre in qualsiasi ora della giornata. Essi di fatto vivono di molto meno e con molto meno.  

Dunque, scrivo quest’articolo in virtù del prossimo viaggio che sto pubblicizzando sui social dell’associazione “Verso il Cambiamento”, della quale faccio pienamente parte, Coast to Coast Calabria in Tenda. Si svolgerà come detto in tenda con tutto a bordo nella macchina, percorrendo l’intera costa calabrese scegliendo una meta al giorno da visitare e vivere con assoluta calma. Saranno circa una o due settimane di avventura, è così, se proprio vogliamo definirlo, mi vien da dire: un “viaggio piuttosto spirituale”.

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Come già anticipato in altri articoli, non c’è un granché di spirituale nei posti che mi ospiteranno e che io visiterò, in realtà non c’è spiritualità in nessun posto almeno fin quando dentro di noi non accade un cambiamento coscienziale. Sono consapevole che non tutti possono affrontare avventure simili, seppur non c’è niente di spaziale. Il problema in realtà è il “tempo”, che la città e i propri cittadini vivono senza accorgersi di essere dominati da esso. Chiunque deve adempiere ai tempi prescritti dalla società, e quindi ci si deve accudire in seguito di quella frenesia di cui parlavamo nella prima parte di questo articolo.

La cosa più strana non è che molti di voi mi definiscono un uomo strano e diverso dalla normalità, bensì il paradosso sta nel vedervi convinti che tutto ciò, ossia che il tempo, la frenesia, il caos, il disordine, sia considerato dagli stessi un avere delle grosse responsabilità. Che sciocchezza. Vivete, lavorate, mangiate, qualsiasi cosa fate è limitato da tali responsabilità che vincolano il vostro essere ad una circostanza ben precisa, o lo fate o non avete scelta di raggiungere l’obiettivo prefissato. Un finale che tutti voi già conoscete ma che non considerate, ovvero siete perennemente infelici, in conflitto persino con voi stessi e quindi si vive uno stato di sofferenza continua. Senza nemmeno domandarvi se la vita sia davvero tutto qui, accettate tutto questo fardello e tirate a campare come meglio potete, questo è tutto quello che definite: responsabilità…

È come ancorare una barca in mezzo all’oceano, e stare lì con il mare in tempesta per tutta la vita. Così ogni uomo è ancorato al tempo, che in sé è come un mare in tempesta.

Ritorniamo al viaggio e del perché io vi stia raccontando cose per voi ancora considerate futili, utopiche.

Non dico mai dove, come e in che modo, e se fosse per me ancora una volta farei questa esperienza senza nemmeno essere io stesso al corrente di ciò che sarà domani. Infatti la mia risposta alla domanda, ormai frequente: quando parti? È…DOMANI!

Però questa volta sento il dovere di motivare quest’avventura a tutti coloro che fanno parte dell’associazione, e che giorno dopo giorno si dedicano alle iniziative collettive, e questo viaggio perché no, forse in futuro, potrà ripetersi in gruppo ed anche con la partecipazione di tante altre associazioni amiche che vogliono fare questa esperienza (poco spirituale). Estraniarsi per qualche periodo dalla città può solo far bene, porta in sé una calma in grado poi di generare azioni più concrete, lucide, considerevoli e utili al fine di vivere meglio. Staccarsi dalla morsa del tempo può risvegliare alcuni aspetti della propria personalità dolorosa, è da qui vivere il tempo in maniera totalmente diversa. Personalmente vivo la natura giorno per giorno, boschi, montagne, mari, fiumi, sole, temporali, venti, acquazzoni, neve, tutto è nel raggio delle mie giornate. Diciamo che sono sempre in fase di relazione con la vita, ogni qual volta mi rendo conto che essa è disposta, in qualsiasi veste io cerco di amarla incondizionatamente come essa tuttavia fa con me senza chiedermi mai niente. Che generosità e bontà – che ha la vita…!

 

Ad ogni modo Restate Collegati per saperne di più. Trasmetterò le albe che incontrerò sul mar ionio e i tramonti sul mar tirreno. Almeno potrete godervi, da una telecamere, l’incantevole miracolo che accade negli occhi di chi osserva interamente il moto della vita!

A PRESTO…

Un Abbraccio Antonio

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